Ricevere una richiesta di pagamento, un decreto ingiuntivo o un atto di precetto non significa necessariamente che l'unica soluzione sia affrontare una lunga procedura giudiziaria. In molti casi è possibile avviare una trattativa con il creditore mediante un accordo di saldo e stralcio, purché la proposta sia costruita in modo realistico e sostenibile. Che cos'è il saldo e stralcio Il saldo e stralcio è un accordo con il quale il creditore accetta il pagamento di una somma inferiore al credito originario, rinunciando alla parte residua alle condizioni previste nell'accordo scritto. Non è un diritto del debitore: il creditore può accettare, rifiutare o formulare una controproposta. Quando può essere proposto La trattativa per il saldo e stralcio può essere avviata in momenti diversi. Può essere proposta dopo il mancato pagamento di alcune rate, quando un finanziamento è stato risolto, durante l'attività di recupero crediti oppure dopo la notifica di un decreto ingiuntivo o di un atto di precetto. Anche l'avvio di un pignoramento non esclude automaticamente la possibilità di raggiungere un accordo. Molti ritengono che, una volta iniziata un'esecuzione immobiliare, non vi sia più alcuno spazio per una trattativa. Questa convinzione non è corretta. In diversi casi il saldo e stralcio può essere valutato anche durante la procedura esecutiva. Tuttavia, la presenza di un pignoramento rende l'analisi molto più complessa, perché occorre considerare elementi che normalmente non assumono rilievo nelle trattative ordinarie. È necessario verificare il valore dell'immobile risultante dalla perizia, l'ammontare complessivo dei debiti, le ipoteche iscritte, l'ordine dei privilegi, il numero dei creditori intervenuti e la fase in cui si trova la procedura. Assume inoltre particolare importanza la data dell'eventuale vendita all'asta, poiché l'approssimarsi dell'esperimento di vendita può incidere sulle strategie delle parti. L'esistenza di una procedura esecutiva non impedisce quindi di raggiungere un accordo, ma richiede una valutazione particolarmente attenta degli effetti che tale accordo produrrà anche sul procedimento pendente. In linea generale, tuttavia, è preferibile intervenire il prima possibile. Con il trascorrere del tempo aumentano infatti interessi, spese legali e costi della procedura, circostanze che possono rendere più difficile trovare un'intesa soddisfacente per entrambe le parti. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli effetti della semplice apertura delle trattative. Presentare una proposta di saldo e stralcio non significa che il pignoramento o la procedura esecutiva vengano automaticamente sospesi. Fino a quando non viene raggiunto un accordo e non vengono compiuti gli adempimenti necessari, il procedimento può continuare il proprio corso. Questo vale soprattutto nelle esecuzioni immobiliari, nelle quali le scadenze fissate dal giudice continuano normalmente a decorrere anche se le parti stanno negoziando una possibile definizione della controversia. Per questo motivo è importante non attendere gli ultimi giorni prima della vendita per avviare una trattativa. Un intervento tempestivo offre generalmente maggiori possibilità di trovare una soluzione efficace. Un altro equivoco frequente riguarda gli effetti del pagamento. Il fatto che il debitore versi la somma concordata non comporta automaticamente la cancellazione dell'ipoteca o l'estinzione della procedura esecutiva. L'accordo dovrebbe disciplinare con precisione gli obblighi del creditore, indicando quando verrà rilasciata la liberatoria, se sarà prestato il consenso alla cancellazione dell'ipoteca, chi sosterrà le eventuali spese residue e quali iniziative verranno assunte nel procedimento esecutivo. Prima di effettuare qualsiasi pagamento è quindi opportuno verificare che tutti questi aspetti siano stati regolati in modo chiaro, evitando future contestazioni. Uno degli errori più frequenti è pensare che esista una percentuale standard entro la quale il creditore sia disposto ad accettare una proposta di saldo e stralcio. Si sente spesso dire che basti offrire il 20% o il 25% del debito per ottenere automaticamente un accordo. In realtà, non esiste alcuna regola di questo tipo. Il creditore non ragiona in termini di formule matematiche, ma di convenienza economica. Prima di accettare una riduzione del credito valuta quali siano le concrete possibilità di recuperare l'intero importo attraverso gli strumenti a sua disposizione. Se è già stato avviato un pignoramento immobiliare, ad esempio, il creditore terrà conto del valore dell'immobile, dell'importo presumibilmente ricavabile dalla vendita, della presenza di altri creditori e dei tempi della procedura. Allo stesso modo, potrà valutare la situazione patrimoniale del debitore, la presenza di altri beni aggredibili o di redditi suscettibili di esecuzione. Per questo motivo è importante affrontare la trattativa con realismo. Se il creditore dispone di garanzie che rendono altamente probabile il recupero integrale del proprio credito, difficilmente accetterà una proposta fortemente riduttiva. Al contrario, quando le prospettive di soddisfazione sono limitate o incerte, può essere maggiormente interessato a definire rapidamente la posizione, anche accettando una somma inferiore. In altre parole, la proposta dovrebbe essere proporzionata alle concrete possibilità di recupero del credito. Una richiesta irrealistica rischia di compromettere la trattativa ancora prima che questa possa iniziare. Uno degli equivoci più frequenti riguarda gli effetti della vendita dell'immobile pignorato. Molti debitori ritengono che, una volta aggiudicato il bene all'asta, ogni obbligazione nei confronti del creditore venga automaticamente meno. In realtà non è sempre così. Il ricavato della vendita viene utilizzato per soddisfare i creditori secondo le regole della procedura esecutiva. Se, però, il prezzo di aggiudicazione non è sufficiente a coprire integralmente il credito, In altre parole, la perdita dell'immobile non comporta necessariamente la liberazione dal debito. Salvo che intervengano specifiche cause di estinzione dell'obbligazione o particolari procedure previste dalla legge, il creditore può continuare ad agire per recuperare la parte di credito rimasta insoddisfatta, promuovendo ulteriori azioni esecutive sui beni o sui redditi del debitore. Valutare tempestivamente la possibilità di una definizione transattiva significa quindi non soltanto cercare una riduzione dell'importo dovuto, ma verificare se sia possibile ottenere la definitiva liberazione da ogni ulteriore pretesa del creditore. Proprio per questo motivo, in alcune situazioni il saldo e stralcio può rappresentare una soluzione di particolare interesse. Se correttamente negoziato, infatti, l'accordo può prevedere che, a fronte del pagamento della somma concordata, il creditore dichiari definitivamente estinto il proprio credito, rinunciando a pretendere ulteriori importi. È questo uno dei principali vantaggi del saldo e stralcio: non tanto ottenere una riduzione del debito, quanto raggiungere un accordo che consenta di chiudere definitivamente la posizione debitoria, evitando il rischio di ulteriori richieste dopo la vendita del bene. Come predisporre una proposta Prima ancora di trattare con il creditore, è necessario essere onesti con sé stessi e valutare obiettivamente la propria situazione patrimoniale. Una proposta credibile nasce da un'analisi realistica delle possibilità di recupero del credito, non dalla speranza che il creditore accetti qualsiasi offerta pur di chiudere la pratica. Una proposta credibile non si limita a indicare una cifra. Deve ricostruire correttamente il debito, chiarire modalità e tempi del pagamento e spiegare perché l'accordo rappresenti una soluzione conveniente anche per il creditore. Non esiste una percentuale valida per tutti i casi. Conclusioni Il saldo e stralcio non consiste semplicemente nel chiedere uno sconto sul debito. È una trattativa che richiede un'attenta valutazione della posizione del debitore, degli interessi del creditore e dello stato delle eventuali procedure esecutive. Prima di formulare un'offerta è opportuno ricostruire con precisione l'effettivo ammontare del debito, verificare la documentazione disponibile e comprendere quali siano le concrete possibilità di raggiungere un accordo. Una proposta formulata senza un'adeguata analisi rischia infatti di essere respinta o di non produrre gli effetti sperati. Se stai affrontando una situazione di indebitamento, hai ricevuto un atto di precetto o la tua casa è già stata pignorata, una valutazione preventiva può aiutarti a comprendere se esistano reali margini per una trattativa e quale strategia sia più adatta al tuo caso. Lo Studio Legale Sgalippa assiste privati e imprese nella gestione delle trattative di saldo e stralcio e delle procedure esecutive, valutando caso per caso le possibili soluzioni e gli effetti che un eventuale accordo può produrre sulla posizione debitoria. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza legale, che richiede sempre l'esame della documentazione e delle specifiche circostanze del caso concreto.Introduzione
Il saldo e stralcio quando è già iniziato un pignoramento immobiliare
La trattativa non sospende automaticamente la procedura
Attenzione all'ipoteca e alla chiusura della procedura
Non esiste la regola del 20%
La vendita all'asta non estingue automaticamente il debito
gli interessi e le spese, il debito residuo può continuare a sussistere.
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